IO NON SONO UNA #MAMMADIMERDA

 In Fasciatoio Made in Italy, Innovazione, Praticità, Sicurezza
Baby of six months old in his mothers hands.

Presto diventerò mamma… finalmente… Non vedo l’ora…
Ma sarò pronta? Sarò una brava mamma?? Saprò prendermi cura di mio figlio? Ma come si cresce un bambino? Mi devo informare… Speriamo vada tutto bene… Sono già agitata… aiuto!!!
Normalmente questi sono i pensieri che nei mesi che precedono il parto riempiono la mente di noi genitori… anzi, specifichiamo… la mente di noi mamme, perché i papà spesso vivono nel loro mondo fino al giorno del parto e quindi sono molto molto più rilassati… Beati loro!
Eh sì, perché questo senso di insicurezza tipicamente femminile spesso ci rende fragili e insicure più di quanto lo siamo realmente, perché nei mesi di gravidanza il tempo che si passa a pensare a come sarà la nostra avventura da genitore è veramente tanto… e se già normalmente i nostri pensieri sono miliardi e miliardi ogni giorno… figuriamoci in 6 – 7 mesi quanti possono diventare…
Io mi ricordo bene le paure nei mesi precedenti il parto e in quelli immediatamente successivi, quando mio figlio era appena nato. Pensavo che non sarei stata in grado di far nulla, ogni cosa mi sembrava complicata, dall’allattarlo, al pulirlo, al lavarlo… era tutto nuovo e mi sentivo un’incapace per ogni cosa. Avevo addirittura paura a rimanere da sola con mio figlio i primi mesi. Avrei voluto scappare. Ho sofferto tanto per questa situazione, e se solo ci ripenso mi fa male.
Da allora è passato qualche anno e solo col tempo ho capito che le mie, anzi le nostre paure di mamme, dipendono quasi esclusivamente da un fattore, un unico nemico oscuro del quale difficilmente ci rendiamo conto ma che lentamente ha fatto i suoi effetti su quasi tutte noi.
Sto parlando della cattiva informazione mediatica alla quale nel tempo ci siamo abituate senza neanche accorgercene, da tutto quello che si legge e si vede in TV, nella pubblicità o sui giornali, nei talk show più visti, e mi riferisco in particolare a tutte le mezze verità raccontate in maniera distorta, alle bugie dette, alle storie di mamme famose che ci vengono propinate come esempio, con le loro vite apparentemente sempre perfette, senza problemi, senza intoppi, senza paure. Perchè i problemi, anche quando ci sono, vengono omessi, non vengono quasi mai detti, raramente vengono raccontati, né dai diretti interessati (forse per paura di far brutta figura e sembrare una pessima madre o un cattivo genitore) né dai giornali e dai media (semplicemente perché certi problemi non fanno quasi mai “notizia”).
E questo credo non sia moralmente giusto. Non è giusto perchè così noi mamme comuni pensiamo di essere le sole ad avere certi problemi. Ci sentiamo sole. Inadeguate. Deboli. E tutto diventa immediatamente complicato, soprattutto se di per sé non siamo persone forti e sicure.
Questo è sbagliato. Ci dovrebbero essere più testimonianze. Dovrebbe esserci molta più informazione disponibile in materia. Informazione che solo scavando e navigando in rete si riesce in minima parte a scoprire. E parlo di informazione di tipo medico-professionale, che non sempre è accessibile a tutti ma soprattutto non viene per vari motivi sponsorizzata e diffusa. Ma quando la si scopre, nella nostra mente si apre un mondo. Ci rendiamo conto di non essere le sole, anzi, al contrario siamo in buona e numerosa compagnia. E questo ci restituisce dignità. Ci dà fiducia in noi e di conseguenza tutto migliora e sembra anche più semplice.
Ma allora perché non parlarne? Perché non raccontare di questi problemi anche nei canali di comunicazione più diffusi? I forum sono utili, ma non tutti li conoscono e ne fanno un uso frequente. Bisognerebbe raccontare e preparare i genitori al meglio, dicendogli il bello e il brutto del mestiere che li aspetta. Ma non per aumentare le paure, ma semplicemente per far accrescere la consapevolezza di quelli che potrebbero essere le difficoltà e i problemi… e invece l’informazione è veramente poca in materia.
Ma ci saranno mica interessi economici forti dietro tutto questo??
Senza essere complottista (non lo sono e non lo sarò mai) ma credo che l’avere mamme depresse e insicure, piene di timori, alimenti un certo business. Un business che solo 50 anni fa non esisteva. Mi riferisco al business della depressione, delle cure da insicurezza e insofferenza, che porta noi mamme in cerca di autostima a comprare riviste, libri, a fare corsi in materia, che porta a visite dagli psicologi, dai terapeuti, a cure costose, a medicine… Che spesso ci rende vulnerabili e ci spinge anche a comprare prodotti costosi ma totalmente inutili per migliorare la nostra reale situazione. E questo non dovrei essere io a dirlo ora, potrebbe andare contro i miei interessi. Ma è così. E tra poco te lo farò capire.
Pensate ad una delle prime cose che noi mamme compriamo per il nostro bambino: il passeggino. Quello è senza dubbio il mercato più appetibile per ogni settore dell’infanzia. Basta andare ad una fiera per l’infanzia per rendersene conto. Ormai ci sono passeggini che costano quasi 2.000 euro. Duemila euro!! Neanche avessero il motore!!! E questo è frutto di tutti i bombardamenti mediatici e tutto il marketing subito da noi mamme negli ultimi 20 anni. Ma se ci pensiamo un attimo, a parte l’estetica, i passeggini in fin dei conti sono quasi tutti uguali. Cambiano le ruote, la manovrabilità, le dimensioni, la comodità di trasporto… ma da un passeggino da 300 euro ad uno che costa 1.500/1.800 euro, ci può essere così tanta differenza? Magari i materiali utilizzati sono più resistenti, le rifiniture più eleganti, ma di sicuro tutti i modelli non presentano differenze nel migliorare la sicurezza e il benessere dei nostri figli. In fondo una buona parte delle nostre paure è proprio legata alla sicurezza dei nostri figli (e non al timore che il passeggino non sia comodo da trasportare). Quindi perché dovrei investire così tanti soldi per un prodotto che con 500 euro potrei avere già un buon compromesso tra qualità e prezzo, sempre con il giusto grado di sicurezza? Poi sono d’accordo che se le mie tasche abbondano di soldi, posso pure permettermi la spesa folle. Ma a volte sappiamo bene che non è così, che si fa il passo più lungo della gamba. E magari si usa il 90% del budget disponibile per un solo prodotto a discapito di tutti altri possibili utili prodotti. Questo succede perché si agisce sulla scia degli effetti che il marketing delle grosse aziende ha avuto su di noi. E potrebbe anche starci. Non c’è nulla di male nel marketing. Solo che dovrebbe essere finalizzato su prodotti che realmente cambiano la nostra situazione di mamme insicure e piene di paure. E l’avere il passeggino più “cool” non cambia certo questa situazione. Ci regala soltanto un finto senso di appagamento. Ma appaga senza dubbio i profitti delle grosse aziende.
Per contro, ci sono prodotti invece molto utili che sono poco o per nulla sponsorizzati, perché magari non hanno un adeguato margine per le società del settore. Un esempio: il monitor con tavoletta da mettere sotto il materassino per controllare il respiro dei neonati mentre dormono. Un prodotto molto utile che è pochissimo pubblicizzato. Costa in media un centinaio di euro, ma se il bambino di notte ha un problema nel respiro, questo magico strumento mi avvisa in modo da intervenire. Io dormo quasi serena e lui controlla mio figlio per me. Fantastico. Anche perché la morte in culla è un fenomeno ancora oggi molto diffuso. Eppure io questo strumento l’ho scoperto solo dopo quando ormai non mi serviva più. Sapevo tutto di passeggini, ma non di questo prodotto. Mi sarei risparmiata tante notti in bianco passate con l’ansia.
Alla fine la grossa industria spinge sempre su quello che fa più comodo ai propri margini. Su un prodotto tecnologico che costa 100 euro, magari ci sono 20/30 euro di margine. Su un prodotto come il passeggino che costa 1.000 euro, magari il margine è di 500/600 euro. C’è una bella differenza… E di prodotti utili ma poco diffusi ce ne sono tanti.
E poi veniamo a quello che nel tempo è diventato il mio nemico numero 1, ovvero il fasciatoio con sopra il cuscino con le sponde. Ebbene sì, il classico fasciatoio in questione è il mio nemico numero uno. Oltre chiaramente alla mala informazione. Entrambi sono i miei nemici. Uno è molto difficile da combattere, l’altro (il fasciatoio con cuscino) facilmente annientabile. Specifico che il mio nemico non è tutto il mobile, il mio nemico è solo il cuscino con le sponde.
Perché ?? Lo volete sapere ?
Semplice: perché fa più vittime lui di quasi qualunque altra categoria di prodotto per l’infanzia. Infatti più ci penso e più mi chiedo come sia possibile che tale prodotto sia omologato e certificato per la sicurezza di un bambino. Qualcuno infatti ci dovrebbe spiegare come quelle sponde, alte sì e no 3 – 4 cm, inclinate e morbide, possano realmente bloccare il movimento di un bambino di 6 mesi. Io sono d’accordo che ci vorrebbe una gabbia per bloccarli in alcuni casi (e chiaramente non si può) ma dire che quelle sponde siano efficaci è da criminali. Eppure quasi tutti i fasciatoi hanno lo stesso identico cuscino. Nessuno che abbia previsto qualcosa di completamente diverso. E non mi spiego neanche come mai non vengano mostrate e pubblicizzate le statistiche sugli incidenti collegati alle cadute da tale fasciatoio. E neanche cercando su internet si trovano. Bisogna far delle ricerche ad hoc in stile mamma-hacker. Assurdo. Invece quando compri un simile prodotto ci andrebbe un cartello con scritto: “ATTENZIONE, PERICOLO CADUTA. Migliaia e migliaia di incidenti ogni anno. E anche fatali in alcuni casi”. E invece solo nei forum si capisce quanto questo problema sia comune e frequente. E addirittura recentemente ho scoperto che molte persone che conosco hanno avuto un incidente simile, con il bimbo caduto dal fasciatoio (per fortuna, tranne in un caso, senza gravi conseguenze). Però nessuno me ne aveva mai parlato, nonostante fossero amiche. Questo perché? Indovinate un po’… Perché ovviamente non volevano sembrare delle “mamme di merda” (e qui cito le esatte parole usate).
Ecco qual è il problema. Abbiamo tutte paura di confessare i nostri comuni e normali problemi ed errori. Tutto qua. Non vogliamo essere giudicate come mamme di merda. Ma in realtà, se gli incidenti sono così tanti, forse non siamo mamme di merda tutte quante. Forse ci circondiamo solamente di prodotti sbagliati, non sicuri e non all’altezza del compito che ci aspetta. Ma questo nessuno ce lo dice. Ci fanno sentire insicure e ci propinano i prodotti che vogliono loro. E invece noi creaiamo l’hastagh #iononsonounamammadimerda e facciamo capire che i problemi esistono per tutte e in alcuni casi ci sono anche delle soluzioni. Prendiamo consapevolezza che il mestiere della mamma è il mestiere più difficile del mondo e servono gli strumenti giusti.
E infatti proprio da tutta questa esperienza deriva la mia decisione di dare un contributo, seppur piccolo, a migliorare almeno in parte questa situazione. E così, unendo le forze insieme ad altri genitori, abbiamo deciso che almeno su questo punto qualcosa doveva essere fatto.
Come la storia si è evoluta ormai lo potete vedere coi vostri occhi sul nostro sito www.triasitalia.com . Ovviamente parlo della progettazione e realizzazione di Dieghino, l’unico fasciatoio che ha un dispositivo di sicurezza che evita la caduta laterale del bambino. L’unico!
Certo, questo prodotto non cambierà il mondo. Non è perfetto forse, come nessun prodotto mai lo sarà. Ma di sicuro è decisamente più efficace e sicuro del classico fasciatoio. Sponde rigide innanzitutto. E dispositivo di sicurezza rigido. E un bimbo al di sotto dei 2 anni di sicuro non lo sposta. E non lo rompe. Con questo non vuol dire che una mamma può lasciare il proprio bimbo solo sul fasciatoio per ore! Ma se lo lascia qualche secondo per prendere un bodino, una maglietta o un pannolino mancante, con il dispositivo di sicurezza girato sopra di lui, difficilmente riuscirà a liberarsi in poco tempo. Una gran comodità. Un prodotto che veramente garantisce qualcosa in più in termini di sicurezza. Non il classico fasciatoio a cui cambio il colore, il materiale utilizzato e lo spaccio come un prodotto diverso, nuovo e al doppio del prezzo.
Quindi, se cerchi un prodotto che veramente ti può dare un qualcosa in più per migliorare la tua sicurezza, la tua tranquillità e, perché no, la tua comodità, allora adesso sai qual è il fasciatoio giusto per te.
Credo che i soldi sia meglio spenderli per avere maggiore sicurezza e serenità piuttosto che per rimediare ad un danno o ad un incidente… Magari è solo la mia idea…

Ma se non lo fosse, aiutami a diffondere il messaggio #iononsonounamammadimerda condividendo l’articolo.
Auguro a tutti una buona giornata e il meglio nella vita!